venerdì 7 agosto 2009

Vita da cani

FORTE DEI MARMI - Protetta da una zanzariera bianca, Mafalda si arrende alle lenzuola di seta alle otto di sera. Anche se la conosce da una vita, Omar dorme nella suite accanto, insieme ai due fratellini Leon e Dolly. «I tre yorkshire preferiscono il cotone e l’aria condizionata», racconta Cristiano Merra, l’inquilino di villa Gilardi, una casa-museo dove fra palmizi, erbetta pettinata e oleandri si è inventato il Dog Day Village, la pensione extralusso per cani a un passo da Forte dei Marmi.

Nobili soggiorni che riflettono i bagliori della società vacanziera in Versilia. Nel resort a cinque stelle «tutti devono sentir assecondate le proprie esigenze e avere i propri spazi». Mai un’ammucchiata da branco o una zuffa: «qui nessuno abbaia, si sentono solo leggeri guaiti fra villeggianti di rango. Conviviali, da salotto». Seta, climatizzatore e zanzariere nell’hotel canino in via Cugnia a Querceta - 1 km dal golf del Forte – sono solo alcuni dei comfort. Non ci sono cucce ma letti: in ferro battuto o in legno. «Non solo. In inverno metto le copertine di cashmere e accendo le stufette», dice Merra. Per alloggiare qui i clienti devono riempire un modulo, indicare abitudini, dieta, se i cani sono vispi o dormiglioni, e perfino se ascoltano musica in momenti particolari della giornata. «Maffy è una placida femmina di bulldog francese, la padrona la fa alloggiare in camere separate dai tre yorkshire perché quelli hanno un caratterino che non ti dico, fanno baldoria fino a tardi», dice Merra

Per soggiornare in uno degli otto «chalet» si pagano 35 euro al giorno. «Lo so, sono poche ma ce la facciamo. La nostra non è una pensione per tutti. Il Dog Village è un club di 150 amici». I padroni sono soprattutto vip e ricchi signori che frequentano il Forte, «ma i nomi sono top secret. La pensione è pensata per coloro che in Versilia non trovano strutture in grado di accogliere animali – spiega il direttore – Oppure per chi vuole regalare una vacanza all’amico a quattro zampe». All’interno e all’esterno dei bungalow sono istallate webcam per vegliare su Fido da casa o dal cellulare. C’è anche un armadio pieno di accessori griffati. «Nel caso i padroni volessero regalare ai loro cuccioli un vestitino, un collarino con gli swarovski o magari un guinzaglio leopardato. Si va dalle 35 alle 85 euro, ultima collezione, un sacco fashion», mostra Cristiano.

Sulla ciotola di Billy, un pechinese di 11 anni arrivato da Milano, c’è istallato un sensore che rileva la sua presenza. Quando si avvicina scatta un nastro con una voce registrata: “Vieni Billy, c’è la pappa”. «Se non sente la voce della padrona si agita e non mangia», spiega il direttore.

Perla è arrivata da poco. La sultana nera, femmina di terranova, scodinzola e fa la sciantosa dopo lo shampoo. «Per evitare lo stress da abbandono, i cani fanno due giorni di prova. Se non si ambientano non possiamo accettarli, soffrirebbero. Comunque, ci sono visite giornaliere di un veterinario e di uno psicologo per cani», dice Cristiano che tutti gli anni organizza il Dog day per raccogliere offerte da girare a canili o associazioni che si occupano dei casi di abbandono.

Nel villaggio vacanze per cani facoltosi pensa a tutto Daniela Conti, la dog-sitter. Pulizia, ristorante e passeggiatina. Per quelli più esuberanti una corsa nel «galoppatoio», 200 metri di giardino dove a turno escono tutti. Ma in questo periodo i principini a quattro zampe optano quasi tutti per il tuffo in piscina. L’ultima novità è la limo-dog, una Peugeot decapottabile che porta gli ospiti del resort superlusso in tour per la Versilia. Qualche giorno fa ha scortato Gucci, un bullmastiff milionario che oligarchi moscoviti hanno inviato in Italia con un jet privato. È atterrato a Firenze e poi di nuovo all’aeroporto del Cinquale accompagnato da due puppy-walker, in pratica dog-sitter, ma stipendiate per passare 24 ore su 24 in compagnia del cane. Lo zar del Dog Village è arrivato con un collarino tempestato di turchesi e due borse gonfie come vele: beaty-case, profumo e corredo. Un’esibizionista e pure un po’ trash, ha arricciato il naso Maffy.


Pubblicato da Mario Neri su Repubblica Firenze (06/08/2009)

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